IL GIOCO NON SI ARRESTA – la ricerca

Con il presente articolo si desidera stimolare dibattito e confronto con quanti sono sulla “frontiera”, non si accontentano delle norme e promuovo il diritto al gioco nonostante l’emergenza

IL CONTESTO
Il programma “Il gioco non si arresta!” è stato sviluppato a conseguenza della cancellazione del progetto della Festa del diritto al gioco di Ravenna, causa emergenza sanitaria in corso.
Progettato ad inizio maggio, ha preso avvio con la sua prima azione pubblica il 29 maggio pomeriggio, con il webinar “Celebrare il diritto al gioco al tempo del Covid 19”, anticipato e seguito da alcuni focus group con personale di settori diversi tutti dedicati all’infanzia bambini e adolescenza e le attività ludiche, sempre in presenza di referenti dell’area pediatrica.

In previsione degli interventi diretti nel territorio volti ad arricchire quanto già si stava organizzando, come CRE ed altro di simile, si è anche dato corso alla realizzazione di tutorial di promozione del giocattolo auto costruito e del gioco creativo con questi giocattoli, sia in forma di video che in forma di schede.

Con i giocattoli presentati in video si sono poi realizzati una ventina di interventi nel territorio, in situazioni diversificate, tutte con il comune denominatore della promozione del gioco creativo nel tempo libero dei bambini/e, una sfida raccolta accettando le condizioni imposte dalle norme dell’emergenza sanitaria.

IL PROGRAMMA E LA RICERCA
Ogni intervento prevedeva una durata massima di 90 / 100 minuti, comprendendo le attività del  laboratorio di costruzione del giocattolo con materiali poveri e strumenti accessibili, e l’intervento dell’adulto teso a facilitare la generazione di giochi, l’ideazione di modalità originali di giocare con il giocattolo appena costruito.

PRESENTAZIONE 1 costruire e giocare con i Bottle scoopers

 

Scarica la presentazione 1 bottle scoopers (in formato PDF).

 

Questa facilitazione non è stata possibile realizzarla allo stesso modo (ed in forma “ideale”) in ogni contesto di intervento,  a volte per mancanza di tempo altre volte perché il contesto stesso non aveva le caratteristiche per promuovere questo in una condizione di “non forzatura”, e poi ancora perché – dopo il costruire – si rilevava da parte del gruppo dei partecipanti una gran desiderio di gioco libero con il giocattolo, che prendeva tutto il restante  tempo disponibile dell’intervento; soprattutto perché ogni intervento era un episodio a se, perché anche se si ritornava nello stesso contesto per due, tre, quattro volte ma ogni volta si portava un giocattolo nuovo da costruire.

La realizzazione dei focus group e del webinar in presenza dei pediatri ed altre importanti ed esperte figure della ricerca sul gioco e le relazioni dei minorenni con se stessi/e gli altri/e ed il mondo, ha permesso di mettere bene a fuoco che, se c’è una cosa di cui i bambini/e fuori dal lockdown hanno estrema necessità, è il gioco e la vita all’aria aperta, nel “verde” e in condizioni di non stress, di facilitazione dell’autonomia ed indipendenza, di non assidua presenza dell’adulto, con tutte le buon intenzioni che esso può avere nell’arricchire la crescita e sviluppo dei minorenni, assicurare sicurezza ed affetto.

LA FACILITAZIONE ALLA CREATIVITA’
Là dove l’adulto ha agito la sua facilitazione è stata diretta sia verso i/le singoli/e, che verso delle coppie in gioco o piccoli gruppi di bambini/e che erano già tra di loro in interazione ludica; e solo qualche volta la “ricerca” iniziava dopo avere raggruppato tutti i presenti in un cerchio e spiegato/consegnato loro “il compito” di ricerca (modalità “ideale”). Uno compito che, nelle intenzione dell’adulto, serviva a stimolare interazione collaborativa e creatività di carattere prevalente ideo-motoria (inventare giochi di movimento), possibilmente restando nella cornice sanitaria predeterminata, a tutti nota, e comunque che poteva necessitare “richiami” ad essa, senza che ciò diventi uno stress per la natura dell’infanzia, fanciullezza e pre-adolescenza incontrata.

PRESENTAZIONE 2 – costruire e giocare con le Comete
presentazione 2 Cometa volante

Nella ricerca del materiale da consegnare ai giocatori si è fatta una preventiva ricognizione tra ciò che “l’adulto facilitatore” aveva già utilizzato in passato, e che in qualche modo poteva condizionare l’azione ludica “ponendo la distanza”. Per questo sono state scelte le corde, le lenzuola, i cerchi di plastica.
Solo parte delle situazioni problematiche (compiti di ricerca) ideati sono stati sperimentati e documentati, portati a termine se vi era il piacere, motivazione interna del giocatore /giocatrice a fare.

L’impegno alla facilitazione è stato diretto a “sviluppare il gioco per il gioco”, ed è consistita in:
– offrire tempo e spazio, interesse vivo rivolto a quanto stava accadendo, per il gioco libero con il giocattolo appena costruito
– consegnare materiale aggiuntivo con l’invito ad integrare lo stesso nel gioco
– costruire semplici situazioni nuove di gioco con l’aggiunta di materiale, ma non così strane e fuori dalla norma
– intervenire con stimoli o domande aperte verbali volte a stimolare il “… cos’altro si potrebbe fare con …”
– partecipare al gioco ed arricchirlo con novità che si aggiungono integrano con quanto era già in atto
– esserci ogni qualvolta si rilevi la necessità di intervento di mediazione

PRESENTAZIONE 3 costruire e giocare con l’Equilibrista Turacciolo
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RISULTATI
In ogni caso, raccolti i risultati – che sono anche mostrati con delle foto (a cui sono stati associati testi descrittivi) in successione – si può affermare che, anche in condizione di emergenza sanitaria in cui si impone una speciale cornice di regole (distanziamento fisico e mascherine, piccoli gruppi sempre uguali, separati in territori predeterminati, sanificazione di oggetti emani) è possibile che il gioco non si arresti, che mantenga la sua vena gioiosa e creativa, di ricerca, volta alla sfida verso se stessi/e gli altri ed il mondo e che opportuni piccoli interventi dell’adulto – predisposto ad adottare un ruolo di facilitazione – possono contribuire stimolare tanto la gioia di giocare assieme e tanto la creatività del giocare individuale, di coppia, di piccolo gruppo, di grande gruppo e squadra.

Considero questi risultati particolarmente utili per quando ci sarà la ripresa della scuola – soprattutto per la primaria, al fine di stimolare con essa anche la ripresa puntuale delle attività di educazione motoria scolastica, parte integrante del curriculum.

Non tutto di quanto si sarebbe voluto documentare è stato documentato con foto, per varie ragioni. Comunque, le immagini di bambini/e in gioco non permettono di riconoscere le identità.

PRESENTAZIONE 4 costruire e giocare con le girandole
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